Come funziona l’editoria oggi

“Non c’è mai stato un grande spreco di amore fra la letteratura e il mercato. L’economia dei consumi predilige prodotti che si possa o vendere a un prezzo elevato, che si logorino in fretta o si possano migliorare regolarmente, e che offrano a ogni miglioramento qualche lieve vantaggio in termini di utilità. Per un’economia come questa, il nuovo che rimane nuovo non è soltanto un prodotto inferiore; è un prodotto antitetico. Un classico della letteratura è poco costoso, riutilizzabile all’infinito e, peggio ancora, non migliorabile.”

Jonathan Franzen, Come stare soli
(Einaudi, 2002, traduzione di Silvia Pareschi)

copertinaQuando ho aggiunto questo libro alla wishlist di aNobii,qualche mese fa, mi aspettavo qualcosa di diverso, di più incentrato sulla figura del lettore – considerato soprattutto il sottotitolo Lo scrittore, il lettore e la cultura di massa – ma così non è, o almeno non lo è al punto in cui sono (pagina 100 e qualcosa). Nonostante questo, si sta rivelando un libro bellissimo e ricco di spunti interessanti sia a livello personale che di conoscenza del mondo editoriale; la citazione riportata a inizio post la dice lunga sulla forza che muove il tutto, e per quanto capisca che in un momento di crisi profonda come quella attuale la parola d’ordine è vendere vendere vendere, ammetto che vederlo scritto così nero su bianco mi ha intristito.

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