Cambiamenti

caro babbo nataleSono giorni un po’ così, quelli che sto vivendo in questo inizio di 2015.

Vengo da un periodo di lavoro molto intenso, con picchi fuori casa fino a 14 ore, pranzi fatti di panini mortadella e maionese, 5 kg persi (nonostante i panini) e notti insonni dovute al malfunzionamento del tasto OFF del cervello.

Quei giorni sono finiti con l’Epifania, ma gli strascichi no e, tra questi, il più ironico è l’incapacità di stare ferma dieci minuti a non fare niente: sognavo pomeriggi sul letto a leggere in completa solitudine con il cellulare spento, invece mi sento un animale in gabbia che deve trovare qualcosa da fare o impazzisce.

Ripensandoci, quasi quasi mi manca quella routine e mi mancano le facce che vedevo ogni giorno: volenti o nolenti, con alcuni di loro si erano instaurati dei rapporti, e adesso si disfaranno con la stessa velocità con cui si erano creati. Non li chiamerei amici, ma l’unione fa la forza e di certo hanno reso più sopportabile un periodo di forte stress. A lavoro finito abbiamo stappato una bottiglia di spumante e fantasticato sulla dormita che avremmo fatto la mattina dopo, ma quando sono rimasta sola ho realizzato che mi sarebbero mancati (e che quella dormita sarebbe rimasta un’utopia, sempre per quel guasto al tasto OFF del cervello).

La vita è fatta di fasi, che si susseguono una dopo l’altra; alcune possono essere più piacevoli di altre, ma c’è una cosa che hanno sempre in comune ed è la routine. Vorrei poter dire che sono una di quelle persone che riesce a passare da una fase all’altra con decisione e senza guardarsi indietro, ma mentirei spudoratamente: la routine è confortante, anche quando significa fare qualcosa che non ci piace e non ci gratifica. Non parlo di lavoro, ma della vita in generale: ho visto persone crogiolarsi in situazioni a dir poco spiacevoli perché era più facile che venire a patti con la realtà e trovare il coraggio di affrontarla (io stessa l’ho fatto e a volte lo faccio ancora).

Il 2014 è finito in maniera inaspettata e il 2015 è iniziato direttamente col botto. Non ho scritto un post di buoni propositi, ma se l’avessi fatto il primo della lista sarebbe stato sicuramente prendere il toro per le corna. Sarà che questo è l’anno dei fatidici T-R-E-N-T-A (ugh) e – come mi ha anticipato qualcuno con più esperienza di me – si sentono, perché per la prima volta ti accorgi davvero che non sei più un ragazzino.

New years resolutionIn realtà non era di questo che avevo intenzione di parlare quando ho iniziato a scrivere questo post, né quando gli ho dato il titolo, né quando ho creato l’immagine di apertura, ma alla fine i pensieri hanno preso il sopravvento. Volevo parlare un po’ con Babbo Natale, dato che durante queste feste sono stata così impegnata che non ho neanche addobbato l’albero, e chiedergli un sacco di cambiamenti. Che poi, se devo essere sincera, i cambiamenti mi spaventano sempre un sacco, ma una volta in atto mi entusiasmano e mi fanno sentire viva.

Ripensandoci, mi sa che Babbo Natale mi ha ascoltata senza bisogno che parlassi.

 

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